Progetto martina - parliamo ai giovani dei tumori

 SOLIDARIETA’ E PROGETTO MARTINA 2014

 

 Lasciò il calcio, per combattere la battaglia più difficile. Ora è tornato alla sua attività abituale: cercherà di salvare dalla retrocessione il Novara Calcio, ultimo in classifica. Emiliano Mondonico, l’allenatore che ha sconfitto il cancro e dice di essere tornato a vivere.A giugno 2010, durante una commovente conferenza stampa, il tecnico di Rivalta d’Adda annuncia le dimissioni dall’Albinoleffe, che ha appena conquistato l’ennesima

salvezza in serie B. Deve combattere una battaglia personale, per la sua vita e sopravvivenza. Il 31 gennaio dello scorso anno subisce una prima operazione. Ma non basta. Cinque mesi dopo, un altro intervento, ancora più delicato, questa volta perfettamente riuscito. Il 14 novembre 2011 dà l’annuncio che tutti gli appassionati di calcio volevano ascoltare: «Ho sconfitto il tumore».

 

 

Il 28 gennaio 2012 era presente come testimonial al Convegno sul Service Nazionale “Progetto Martina” tenutosi presso l’Auditorium della UBI Banca di Brescia.
E’ stato l’ultimo ad intervenire e si è espresso con parole chiare, a volte anche forti, ma sempre accorate: “Per uno che ha passato le notti sveglio per vedere l’alba, perché quando ti assalgono i pensieri, il nuovo giorno è il massimo del futuro che ti concedi”, e continua, “Quando la morte non ti fa più paura allora più oltre c’è il coraggio di vivere”.
Grazie a noi Lions, dichiara di aver scoperto il volontariato all’età di 55 anni e di essersi reso conto che la sua vita non era reale, che a pochi passi dalla propria ovattata esistenza, c’erano alcolisti e cocainomani. “Ho iniziato a vivere dopo la malattia. Solo allora mi sono reso conto che il mondo reale mi era sconosciuto. Ho pregato Dio quando ho visto in ospedale bambini soffrire e allora mi sono chiesto perché proprio loro”. Certi giovani di oggi si “stanno buttando via” e allora devono cambiare subito, altrimenti oggi “abbiamo passato solo una giornata diversa” e allora conclude ”domani speriamo che nevichi”.
Questo il messaggio che centinaia di studenti delle ultime classi delle scuole superiori, interessati e partecipi, hanno potuto ascoltare, “appollaiati” sui gradini dell’Auditorium al gran completo. Accanto a loro, veri protagonisti della giornata, erano presenti il Consiglio dei Governatori Distrettuali, guidati dal CC Naldo Anselmi, tutti i VDG del Multidistretto Italy, il FIP Pino Grimaldi, il PID Domenico Messina, tanti spettatori e molti Lions.

 

All’inizio della mattinata si sono tenuti quattro woorkshop nei quali gli studenti, affiancati da esperti, hanno tratto le loro conclusioni, poi illustrate e sviluppate nel corso del Convegno. Qui, come in una storia Pirandelliana, il gioco delle parti prende contorni insoliti: gli attori (da oratori) diventano comparse e gli spettatori (i giovani) protagonisti.
Ci raccontano le loro storie, le loro conclusioni, lanciano a noi ed al mondo intero messaggi provocatori. Ci chiedono di non fare nei loro confronti del semplice “terrorismo” con imperativi del tipo “non devi fumare” o “non devi bere”; hanno bisogno invece che si parli loro in termini oggettivi, di ricevere risposte, di essere costantemente informati su come prevenire, combattere e sconfiggere il tumore.
Dalle loro considerazioni si comprende che in generale è apprezzato il tipo di approccio proposto e la metodologia utilizzata nel Progetto Martina. Alcuni ragazzi ci invitano ad estendere il messaggio anche agli studenti delle prime classi del liceo ed alle medie inferiori, sottolineando che forse a 18 anni è già tardi per incominciare a spiegare l’importanza di seguire delle sane regole di vita. Sono consapevoli che a 17/18 anni si può già aver acquisito cattive abitudini, perché è l’età in cui si cerca volutamente la trasgressione, per andare contro la “tradizione”, per affermare la propria personalità. Questa è l’età in cui si è sicuramente più portati ad ”infrangere che a rispettare le regole”.
I giovani imputano alla stessa società, che sponsorizza attraverso la diffusione più o meno consapevole cattive abitudini di vita, la responsabilità di comportamenti che causano gravi danni alla salute. Chiedono di essere responsabilizzati, non intimoriti o spaventati. Ci mandano un unico messaggio martellante, che non possiamo ignorare: pretendono (e non uso a caso questo verbo) sempre maggiori informazioni per meglio riconoscere la malattia e per meglio poterla combattere.
E’ Cosimo Di Maggio, ideatore del Progetto Martina, che si assume il compito, per quanto possibile, di dare delle prime risposte alle risultanze del dibattito: il Service si rivolge potenzialmente a 600.000 giovani delle ultime classi delle superiori, ma sicuramente può anche essere indirizzato ai giovanissimi, cambiando la metodologia di comunicazione ed il linguaggio, per adeguarlo alla mutata fascia di età. Condivide le affermazioni dei giovani intervenuti, affermando che il Codice Europeo del 2003 contro il Cancro non funziona perché basato su dei dictat, sul “devi fare” e sul “non devi fare”. Non serve “spaventare”, serve comunicare attivamente con chi riceve un serto tipo di messaggio.
Pino Grimaldi, nel suo intervento conclusivo, ha sottolineato come l’ “ignoranza genera felicità, la conoscenza genera invece ansia”. Il nostro compito deve essere quello di informare e sensibilizzare al problema dei tumori i giovani per dar loro quella conoscenza necessaria per individuare i sintomi e combattere subito l’insorgere del cancro. Una corretta alimentazione, un corretto stile di vita sono armi molto efficaci ed i giovani devono saperlo.
Noi vogliamo che non ci sia mai più un'altra Martina e allora, grazie Leo, grazie Lions, grazie strutture scolastiche, grazie istituzioni, grazie organizzatori, grazie spettatori tutti, grazie splendidi ragazzi perché ci avete dimostrato che la strada perseguita è quella giusta.

Fernando D’Angelo

Per informazioni su "Progetto Martina"

Contattare il Coordinatore del Comitato Distrettuale Giancarlo Sartoris